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CAMP IN VAL DI SOLE: PRIMA DA GIOVANI ORA COME FAMIGLIE

La sapeva lunga Giovanni Paolo II quando diceva che la giovinezza “è un bene dell’umanità”.

Le esperienze forti che si vivono insieme da giovani sono tesori preziosi, che restano per la vita, sono legami che attraversano gli anni e portano frutti anche a distanza di molto tempo. Accade così che una battuta, una sera a cena, porta ad una proposta: perchè non andare in vacanza insieme, ora che siamo grandi ed abbiamo le nostre famiglie, i nostri bambini, e vivere ancora una volta la fraternità che ci ha dato tanto quando eravamo ragazzi? Inizia un passaparola, nasce un progetto, costruito piano piano, un pezzetto alla volta, che ha portato dieci famiglie, qualche nonno e qualche zio, con don Piero Mandruzzato, una settimana in Val di Sole. L’abbiamo chiamato “Camp”, perchè il desiderio era che ci fosse l’atmosfera dei campi scuola, e così è stato: si è creato da subito un clima di collaborazione massima, dalla pulizia della sala da pranzo alla gestione dei figli, di vero raccoglimento nei momenti di preghiera, anche se i bambini si facevano sentire, di gioco e sonore risate, di meravigliose passeggiate fatte insieme, facendo attenzione che nessuno resti indietro, e che tutti siano felici.
Accompagnati da una “famiglia della cucina” che ci ha coccolati quotidianamente, da catechiste che hanno aiutato anche i più piccoli a vivere con intensità qualche momento, e da don Piero che con la sua grande creatività ci ha guidati a meditare il Vangelo, abbiamo davvero vissuto in condivisione una settimana. I nostri figli hanno legato tra di loro, anche se non si erano mai visti prima, noi abbiamo coltivato amicizie vecchie e nuove, e ci siamo portati a casa la Grazia di un’esperienza di profonda comunità. E’ nato il desiderio di camminare insieme, di continuare a crescere vicini.

La nostra giovinezza si è dimostrata un tesoro per noi, ma anche per i nostri figli, e per le persone che sono state al Camp con noi: un Bene per tutti.

 

 

 

 

 

 

Sara Ceciliato

 

 

A VILLA LUISA LE DOLOMITI “PROFUMANO” DI CASA

A Villa Luisa le Dolomiti «profumano» di casa

Si è concluso domenica 21 agosto il soggiorno delle famiglie dell’Unità pastorale di Lendinara a Caviola. Per tre settimane, a partire dal 31 luglio, la casa parrocchiale “Villa Luisa” nel piccolo paese di montagna ha accolto diversi gruppi di famiglie che hanno scelto di vivere una vacanza di comunità tra le vette delle Dolomiti. E sono queste le parole chiave che forse meglio di altre possono descrivere l’esperienza vissuta.

Vacanza perché si è trattato certamente di un tempo di riposo, tempo personale per rallentare il ritmo frenetico a cui si è abituati e regalarsi la possibilità di gustare le giornate recuperando energie fisiche e mentali. In questo tempo, poi, non è mancato lo spazio per la riflessione personale e la preghiera, al mattino prima di colazione, infatti, sono stati offerti alcuni spunti di riflessione sulla tematica della famiglia a partire dalla lettera di papa Francesco agli sposi, in occasione dell’anno Amoris Laetizia, pubblicata a dicembre dello scorso anno; piccole pillole per vivere bene le giornate e tornare a casa rinfrancati nell’anima oltre che nel corpo.

Comunità perché le diverse famiglie che hanno abitato la casa nel corso delle settimane hanno vissuto insieme. Questo è il punto di forza di “Villa Luisa”: essere insieme durante i pasti, insieme nel momento di preghiera e la Messa per chi lo desidera, insieme nelle passeggiate tra i monti, nel rispetto delle possibilità e dei desideri di ciascuno. Ogni settimana si sono formati gruppi diversi, nelle prime due hanno partecipato molte coppie, mentre la terza ha visto la presenza di famiglie più numerose in cui molti bambini e ragazzi hanno arricchito la casa con la loro energia. Caratteristiche e stili differenti che sono espressione della comunità complessa e composita dell’Unità pastorale lendinarese e di altri amici polesani e non solo che da tempo scelgono di partecipare.

Dolomiti perché, mentre si è seduti sotto il porticato, basta alzare gli occhi per osservare lo spettacolo delle montagne bellunesi patrimonio dell’umanità. Tante passeggiate hanno riempito le giornate anche grazie al clima piacevole e accogliente, tanta è stata la soddisfazione di arrivare al rifugio o alla malga dopo una bella salita e gustare un piatto tipico montanaro «perché tanto poi la discesa è più facile».

E in una comunità che si rispetti non può mancare il pastore. In queste settimane anche i parroci dell’Unità pastorale di Lendinara don Alberto Rimbano e don Michele Samiolo hanno voluto trascorrere qualche giorno con le famiglie godendosi l’allegria e la semplicità dello stare in compagnia, con la voglia di esserci e condividere un tempo libero e tranquillo. Quest’anno, inoltre, hanno partecipato anche alcune suore dell’Istituto Immacolata che hanno portato la loro instancabile energia e voglia di scoprire e sperimentare. Se il soggiorno è stato così bello e piacevole è perché ognuno ha donato gli altri un po’ di sè, e questo ha permesso di sentirsi veramente famiglia in un luogo che per tanti è casa. (M.S.)

Da La Settimana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIOVANI E FAMIGLIE INSIEME A… FAMIGLIE IN VACANZA 2022

“FAMIGLIE IN VACANZA 2022”

 

Dal 13 al 21 agosto 2022 si è svolta la vacanza delle famiglie a Cesana Torinese, in Piemonte. Quest’esperienza è stata aperta a grandi e piccini, a tutte le famiglie, non solo di Rovigo, ma anche provenienti da altre parti d’Italia. È un progetto iniziato 22 anni fa grazie agli organizzatori Claudia e Renzo Boldrini, aiutati e sostenuti da tanti collaboratori e amici di Ca’Verta e della Pastorale Familiare della diocesi di Adria-Rovigo. Si tratta di una settimana da trascorrere assieme a tante famiglie e tanti ragazzi. Hanno partecipato a quest’esperienza anche il Vescovo di Adria-Rovigo, Don Pierantonio, Don Christian e Don Davide. Durante la settimana sono state proposte passeggiate attraverso i meravigliosi paesaggi di montagna, momenti spirituali, momenti di condivisione e di riflessione, momenti di svago e divertimento. Tutto è stato lasciato alla libera scelta di prendere parte o meno alle attività proposte, in base alla propria volontà e al proprio sentire.

Quest’anno i giovani che hanno deciso di intraprendere quest’esperienza sono stati tanti, alcuni con la propria famiglia, altri senza. Personalmente, posso dire che è stata un’esperienza meravigliosa. Fin da subito mi sono sentita accolta in una grande e numerosissima famiglia. Ho incontrato e fatto amicizia con persone fantastiche, che mi hanno aiutato a crescere e da cui ho imparato molto. Le occasioni di condivisione e di confronto sono state tante, durante le passeggiate, ma anche a tavola e in tanti altri momenti della giornata. Tutti sono stati sempre disponibili ad ascoltare, a scambiare anche semplicemente qualche parola, a farti sentire meglio.

Passare una settimana assieme a tante altre famiglie e a tanti giovani ti fa scoprire nuovi lati di te stesso e ti fa capire quanto sia importante e speciale condividere, aiutare e stare insieme agli altri.

Spesso si dice: “Sono i piccoli gesti che fanno davvero la differenza”; posso dire di essere molto d’accordo. Per esempio, anche un semplice sorriso da parte di un’altra persona durante un tratto difficile e faticoso di una camminata in montagna può farti sentire meglio, ti fa sentire compreso, capito e tutto diventa possibile. Ed è proprio attraverso quei piccoli gesti che capisci di non essere mai solo, anche nei momenti più complicati e intensi della vita.

Vorrei aggiungere, inoltre, che quest’esperienza è stata così bella e speciale perché ognuno è stato se stesso, con i propri pregi e le proprie debolezze. La diversità che si incontra quando ci si trova in mezzo a tante persone diventa davvero una ricchezza immensa. Le persone con le loro parole e i loro gesti spontanei ci possono sorprendere, farci sentire bene e ci possono insegnare tanto. E noi possiamo fare altrettanto con loro.

Io credo che non si debba dare per scontato nulla di ciò che ho voluto esprimere e condividere qui, perché ritengo che siano proprio esperienze come queste che ci fanno crescere e che ci arricchiscono come persone.

Questa vacanza è stato tutto questo e tanto altro ancora.

Un grazie non sarà mai abbastanza per esprimere la gioia e la gratitudine per questa splendida e meravigliosa esperienza.

Noemi Milan

 

 

 

 

 

 

 

tratto da “La Settimana” del 28 agosto 2022)

WEEKEND A GIAZZA PER VIVERE DA “FAMIGLIA DI FAMIGLIE”: 9-11 SETTEMBRE

Prima che finisca l’estate e ci immergiamo del tutto dentro ad una quotidianità a volte complessa e difficile, vorremmo lasciarci travolgere ancora dalla bellezza del Creato, tra limpidi torrenti che rinfrescano, acque cristalline e sentieri in mezzo ai boschi che portano a panorami mozzafiato. Cerchiamo il bello, la risposta al desiderio di felicità, di respiri a pieni polmoni, in leggerezza e libertà, di relazioni senza maschere.

Vi proponiamo di vivere queste e tante altre emozioni, in un fine settimana a Settembre, precisamente da venerdì 9 a domenica 11 Settembre a Giazza (VR), presso la Casa Emmaus.

La località già dice tutto, e non solo per la speranza di trovare un po’ più di fresco, ma soprattutto per il desiderio di ritrovarci “Famiglia di Famiglie” dove confrontarsi e riprendere anche le intuizioni, le idee, le proposte “provocanti” emerse, la scorsa primavera, nelle settimane animate in parrocchia durante il passaggio dell’icona del X Incontro Mondiale delle Famiglie.

Sarà un modo nuovo e originale per introdurci al nuovo anno pastorale 2022/2023, stando insieme famiglie e sacerdoti in un arricchimento reciproco e alimentare la luce da portare a tutte le famiglie e alle nostre comunità parrocchiali

volantino week end famiglie

IN CAMMINO CON L’ICONA: FINO AL 23 GIUGNO

“La meta è il cammino” diceva Confucio, e di cammino assieme all’equipe della Pastorale Familiare diocesana, se ne è fatto tanto in questi tre mesi andando ad incontrare le famiglie della diocesi attraverso i 4 itinerari: “Per le vie del Po”, “ Seguendo l’Adige”, “Verso la città”, “La via del Mare”.

Impegnati, e per questo grati e riconoscenti, i diversi “ facilitatori” che hanno dedicato tempo nelle varie serate, raccogliendo impressioni, idee, proposte.

I cammini nelle ultime setttimane ( dal 13 al 23 giugno) si sono conclusi per la  città, nella parrocchia di S.Bortolo dove ha visto la partecipazione numerosa di famiglie, a San Francesco, con la presenza di Don Davide Gasparetto e una quindicina di persone, Duomo, Santa Rita.

Per l’itinerario “ La via del Mare “ si è concluso nelle parrocchie di Corbola con la presenza alla messa domenicale dell’icona della famiglia, ad  Ariano Polesine, Rivà con la partecipazione di Don Gabriele Fantinati e don Fabio Padovan i  quali hanno rilasciato una bella intervista interpellati dagli animatori della serata i quali chiedevano cosa si sentivano di aver ricevuto dalle famiglie nel percorso sacerdotale.

Don Gabriele rispondeva: “ Nella mia esperienza mi sono sentito supportato dalle famiglie, nelle piccole cose, come nel preparare e allestire grandi feste”.

Don Fabio invece alla stessa domanda rispondeva: “ Dalle famiglie ho ricevuto l’energia per andare avanti.”.

Energia per andare avanti, è la presenza dello Spirito Santo che anima ed ha animato tutta l’esperienza dei vari itinerari, dalla sua organizzazione, alle disponibilità di tutta l’equipe, dei sacerdoti che hanno ospitato i laboratori.

Energia che deve essere alimentata continuando a camminare rispondendo a quanto lo Spirito Santo ha suggerito negli incontri delle famiglie per rinnovare, ricostruire, ridare alle comunità la presenza di Gesù vivo, vivificante.

Chiediamo a quanti ci hanno seguito in questi appuntamenti settimanali di sostenere lo sforzo delle famiglie, di abbracciarle come un bene prezioso, di non lasciare indietro nessuno, specialmente chi è maggiormente in difficoltà.

IN CAMMINO CON L’ICONA 29 MAGGIO – 11 GIUGNO

Una Chiesa in movimento, una comunità che cammina.

Possiamo definire così i quattro percorsi che stanno procedendo spediti verso il decimo incontro mondiale delle famiglie dal 22 al 26 di Giugno a Roma dal titolo eloquente “L’amore familiare: vocazione e via di santità”.

Momenti di confronto, incontri “in canonica”: ad Adria nella comunità della Tomba ci respira un clima di cordialità tra le persone, animate da un grande desiderio di ridare vivacità alla propria comunità parrocchiale. A S. Pio X di Rovigo, le famiglie della parrocchia  insieme al parroco don Guido hanno dato vita ad una settimana ricchissima di eventi e manifestazioni, dalla serata di musica, al cinema per la famiglia all’aperto, ad un rosario itinerante che da Roverdicre’ si è congiunto con la comunità del quartiere San Pio. Nell’U.P. della Commenda si è vissuto un Family Dream Lab molto partecipato dalle famiglie che si sono organizzate allestendo uno spazio all’esterno della Chiesa di Santa Maria delle Rose, e a seguire un pranzo fraterno. Molto ricca anche la settimana a Costa-Villamarzana, iniziata con un pellegrinaggio, per la consegna dell’icona tra la comunità di Fratta Polesine e la piccola comunità di Gognano ( Fraz di Villamarzana).

Un altro bel pellegrinaggio con Rosario di “sottofondo” è stato fatto da un gruppo di famiglie e i loro figli lungo la via dell’Adige, tra la comunità di Concadirame per arrivare a Granzette.

Tante occasioni per seguire la traccia che lo Spirito Santo lascia nei luoghi dove si aprono i cuori e la mente alla Sua guida.

Momenti di festa, di amicizia, di scoperta, dove si percepisce il profumo del lievito buono, dove si sente il sapore delle esperienze condite con il buon sale.

IN CAMMINO CON L’ICONA: 15-28 MAGGIO

Più andiamo avanti con le settimane in parrocchia con l’icona del X incontro mondiale, più ci accorgiamo che lo Spirito Santo alle famiglie radunate nelle varie comunità suggerisce cose molto simili. E’ capitato anche nelle ultime settimane di maggio: bisogni e intuizioni simili emersi a Borsea, piuttosto che a Castelguglielmo, ad Adria Carbonara, etc…

Ad Adria Carbonara si sogna una maggiore collaborazione tra i vari gruppi parrocchiali, di avvicinare gli avvicinabili; di essere una Comunità credibile perché collaborativa.

A Borsea, ci si è sentiti come una famiglia quando si sono preparati insieme degli EVENTI che riguardano le famiglie, come la Festa della mamma, in cui c’è stato il coinvolgimento dei bambini. Tutta la parrocchia si è ritrovata a lavorare in unità e nella consapevolezza che i bambini sono “figli della comunità”.

Molto partecipata la serata del Family Dream Lab a Fratta Polesine. Tanti nel Gruppo Famiglie hanno trovato unione e possibilità di confronto anche se si hanno idee diverse. Si è evidenziata la necessità di essere più accoglienti, più aperti verso i “nuovi”, sopratutto verso coloro che si sono appena sposati o iniziano una convivenza, di riuscire a capire i giovani e parlare il loro linguaggio. Siamo abituati ad ascoltare i loro bisogni materiali, ma dobbiamo forse cercare di aiutarli di più a crescere parlando con loro.

Oltre agli incontri tra famiglie, molto belli e graditi i “ pellegrinaggi” per consegnare l’icona del cammino sa una parrocchia ad un’altra, come avvenuto ad esempio tra la parrocchia di Castelguglielmo, quella di Bressane, Presciane e San Bellino. Per le famiglie di Grignano partecipare al Family Dream Lab, ha significato anche trascorrere, dopo molto tempo, una domenica insieme nell’area verde della parrocchia, attrezzata per l’occasione con gazebo, sedie e tavoli, e consumando insieme un buon pic-nic. 

Da menzionare pure la bella intervista rilasciata da Don Giorgio Zanforlin sul ruolo che la famiglia ha avuto nella sua esperienza di parroco. Per approfondimenti invitiamo a entrare nel sito della “ Pastorale familiare diocesana, diocesi di Adria-Rovigo”.  

IN CAMMINO CON L’ICONA: 6-14 MAGGIO

Il cammino delle 4 icone-simbolo dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, dal 6 al 14 maggio è stato ricchissimo di contributi, idee, momenti di condivisione. A Crespino, don Graziano con alcune coppie di sposi ha cercato di coinvolgere molte famiglie delle 5 parrocchie dell’U.P., compresi i fidanzati che avevano frequentato il percorso in preparazione al matrimonio. Nella serata del Family Dream Lab, sono apparsi come prioritari incontri formativi alle famiglie che rendano consapevoli e facciano crescere, anche come genitori, con la collaborazione di chi ha più anni di matrimonio alle spalle. Inoltre risulta necessario aiutare le famiglie a divenire missionarie verso le altre, favorendo attività trasversali per i giovani e coinvolgendo gli anziani troppo spesso dimenticati ma che sono una grande ricchezza. Nei giorni successivi Papozze e Bottrighe hanno vissuto la settimana per la famiglia, che è culminata in una serata dove si sono ritrovati insieme (forse per la prima volta) parrocchiani di entrambe le comunità, con tanta cordialità, pur non avendo mai lavorato insieme, non facendo parte della stessa unità pastorale.  

A Villadose sabato14 maggio si è recuperato il Family Dream Lab che non si era potuto svolgere prima. Li si è detto di aver respirato un senso di comunità e di famiglia recentemente durante la MANIFESTAZIONE PER LA PACE dove c’è stata ampia collaborazione con l’amministrazione comunale e tutto il paese in generale per manifestare contro la guerra in Ucraina, come anche in tutte le esperienze condivise che hanno creato legami che sono rimasti poi nel tempo (ad esempio con le coppie di fidanzati seguiti nei percorsi di preparazione al matrimonio cristiano). 

A Pincara, don Orazio, pur nella sua tarda età, con la mobilitazione di diversi sposi che lo hanno sostenuto, non ha rinunciato a far vivere la settimana anche alle famiglie della sua comunità.

L’icona ha fatto tappa nelle parrocchie di Buso-Sant’Apollinare-Fenil Del Turco-Borsea. Lì, il 13 Maggio si è svolto un Family Dream Lab ed è stato molto bello vedere la partecipazione, quasi interamente, di coppie di sposi molto giovani e fidanzati. A Borsea “si sogna una comunità di famiglie fatta da GRUPPI diversi, ma uniti, che si sostengono soprattutto nelle difficoltà; dove nessuno rimane indietro. dove la comunità è fatta anche di persone che non partecipano alle iniziative della parrocchia. Si sogna allora di accorgersi di chi non c’è, chiedersi perchè e cosa non va, avere il coraggio di andare a cercare chi manca e farsene carico.

E’ seguita una breve intervista a Don Paolo Cestarollo, che alla domanda: “ Cosa ti senti di aver ricevuto dalle famiglie?” risponde..: “Sento che le famiglie mi hanno aiutato a riportarmi alla realtà, a restare con i piedi per terra nello svolgere il mio ministero sacerdotale”.

IN CAMMINO CON L’ICONA, A CAVALLO TRA APRILE E MAGGIO

Prosegue il cammino di preparazione nelle parrocchie verso l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Nel riportare frammenti di quanto scaturisce dai confronti tra i partecipanti, ci sentiamo di comunicare lo stupore e la meraviglia per quanta vitalità il lievito delle famiglie riesca a generare.

Dei “passaggi” dell’icona tra fine aprile e gli inizi di maggio, colpisce ad esempio l’intervista fatta a Don Torfino nell’incontro di Canda del 4 Maggio, dove alla domanda: “Racconta una esperienza fatta con le famiglie”, lui risponde: “ Ricordo un fatto che mi è rimasto nel cuore quando, diversi anni fa, parroco nel Duomo di Rovigo, si presentò in canonica una assistente sociale con un caso particolarmente difficile di una bambina di 5 anni che necessitava di una accoglienza immediata.

Rimasi perplesso, ma mi venne in mente una famiglia a cui avevo parlato qualche tempo prima.

La chiamai, esposi la richiesta e la necessità di accogliere in tempi rapidi la bambina.

Questi senza troppi tentennamenti, mi dissero, va bene, non c’è problema e accolsero in giornata la bambina. L’episodio, in seguito mi ha avvicinato a queste famiglie che si rendono disponibili ad accogliere minori, mi è rimasta dentro la loro disponibilità.”

Interessanti le risposte al Family Dream Lab a San Martino di V.zze del 27 Aprile.

Alla domanda “ sogna la tua comunità, cosa vedi? Si è detto: ”Sogno una comunità in cui possa riaccendersi ciò che si è spento (giovani, gruppi, partecipazione, famiglie…), “che trasmette GIOIA e maggior OTTIMISMO, non la sensazione di dover fare quel che fa per dovere”. Ancora: ”Sogno una comunità AUTENTICA, in cui ciascuno DONA quel che ha come espressione di SERVIZIO, dove la fede unisce e non è un elemento che divide o crea differenze, una comunità quindi APERTA A TUTTI”. 

Durante lo stesso incontro, rispondendo alla domanda: “ Quando ti sei sentito in famiglia nella tua comunità? La risposta è stata: “Quando ci si incontra, quando le persone attorno a noi non ci sono indifferenti. Percepisco di essere in famiglia anche semplicemente nel ricordare le persone care attorno a me, nel salutarle, nell’incontrarle”. “Percepisco il senso di famiglia quando in comunità si sperimenta il GUSTO DI STARE ASSIEME nella semplicità”.

Altri incontri sono stati fatti a Sarzano e a Crespino, di cui vi daremo notizie nel prossimo numero.